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Il 17 giugno a Villa Serra omaggio al grande Django Reinhardt e alla chitarra jazz
MUSICA: A VILLA SERRA L’OMAGGIO AL GENIO DEL JAZZ “DJANGO” REINHARDT
Il 17 giugno alle 21 con il trio Le cirq à cordes nell’area spettacoli del parco della villa storica di Sant’Olcese, a ingresso libero. Lo spettacolo è il primo appuntamento di “Sei corde sotto le stelle” promosso dall’assessorato alla cultura della Provincia.
Genova, 15 - Suoneranno Minor Swing, Manoir des mes reves, Tears, Nagasaki, Belleville, Nuages e altri tra i più celebri e indimenticabili brani di Jean “Django” Reihnardt, straordinario e impareggiabile genio jazz della chitarra ed eccezionale compositore scomparso nel 1953. Gli ottimi e valenti musicisti del trio Le cirq à cordes (Renzo Luise e Christophe Berthomme Kerleau alle chitarre, Giovanni Sanguineti al contrabbasso) terranno il loro concerto, omaggio al grande ‘Django’ Reinhardt, a Villa Serra di Comago venerdì 17 giugno alle 21 (area spettacoli del parco della villa storica di Sant’Olcese). Lo spettacolo, a ingresso libero, è il primo appuntamento di “Sei corde sotto le stelle” promosso, con la partecipazione del Consorzio Villa Serra, dall’assessorato alla cultura della Provincia di Genova con la collaborazione della Fondazione De Ferrari. “Diango” Reinhardt, nato in Belgio nel 1910 da una famiglia di origine Sinti, ebbe come scenario di tutta la sua intensissima carriera Parigi. A soli diciotto anni, già apprezzato suonatore di banjo, fu costretto da gravissime ustioni che gli fecero perdere l’uso di una gamba e di parte della mano sinistra (con il mignolo e l’anulare divorati dal fuoco e saldati insieme dalla cicatrizzazione) ad abbandonare questo strumento per una chitarra meno pesante e ruvida. Fu l’inizio del cambiamento della sua vita e della rivoluzione della chitarra jazz, di cui lui sviluppò una tecnica rivoluzionaria e particolarissima per la perizia virtuosistica, la vitalità e l'originalità espressiva, sino a diventare un musicista senza rivali. Negli anni Trenta formò con il violinista Stéphane Grappelli un quintetto di strumenti a corda, che divenne presto famoso anche grazie al sostegno del Hot Club de France (e infatti il gruppo si chiamò Le Quintette du Hot Club de France) uno dei primi e più importanti centri di promozione del jazz in Europa. Subito dopo la seconda guerra mondiale ‘Django’ venne invitato negli Stati Uniti da Duke Ellington, che lo presentò come ospite in una serie dei suoi concerti, l’ultimo dei quali alla Carnegie Hall di New York. Molti chitarristi moderni si ispirano a Reinhardt, come Bireli Lagrene, Angelo Debarre, Stochelo Rosenberg, Tchavolo Schmitt, Fapy Lafertin, Romane, Dorado Schmitt per citarne alcuni e nel mondo del jazz il suo influsso risuona anche nelle note di Jim Hall, John Scofield, Wess Montgomery, Renè Thomas o Jimmy Raney.

15/06/2011 - 14:49 - Pro.No. 2011 453/113/4 - SPETT - SV/sv