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Un presepe
MASONE, LA MEMORIA DEL PASSATO IN UN PRESEPE
La rappresentazione sacra allestita dagli Amici del Museo di Masone è l’occasione per ricostruire l’antico villaggio, a testimonianza della tradizione e cultura della Valle Stura: il presepe sarà aperto fino al 9 gennaio tutti i giorni e fino al 5 febbraio il sabato e la domenica e su appuntamento.
Genova, 29 - Si potrebbe quasi immaginare che Gesù sia venuto alla luce sulle rive dello Stura, ammirando la naturalezza con cui la scena della Natività è ambientata nel presepe meccanizzato che l’associazione Amici del Museo di Masone ha allestito come da dieci anni a questa parte nella sede del museo Tubino, in piazza Castello: le piazze e le mulattiere del paese, le case del borgo, le cascine sparse, il torrente che scorre nel fondovalle, gli abitanti del villaggio intenti ai loro mestieri con i propri strumenti di lavoro, per provvedere con tipica autarchia rurale a rifornire la comunità di ogni bene necessario alla vita quotidiana, creano un grandioso scenario teatrale in cui la capanna col Bambinello è quasi marginale, e non a caso: i creatori del presepe di Masone, ovvero un piccolo gruppo di volontari dell’associazione capitanati da Gianni Ottonello e dal fratello mastro presapiaio, che hanno messo a disposizione della comunità una tradizione coltivata da generazioni nella propria famiglia, con questo lavoro che cresce di anno in anno hanno voluto costruire soprattutto una testimonianza della tradizione e della cultura locale, o piuttosto della memoria di questa cultura, visto che le attività economiche, i mestieri, gli stili di vita rappresentati nel presepe, come anche la lingua parlata a Masone, dopo aver caratterizzato per secoli questa realtà appenninica alle spalle di Genova stanno rapidamente scomparendo sotto i colpi della modernizzazione.

Destinatari principali del presepe, che richiede quasi tre mesi per l’allestimento e si arricchisce ogni di un pezzo di borgo (quest’anno si tratta di piazza Oratorio) sono naturalmente i bambini, affascinati dai movimenti delle figurine meccanizzate dei boscaioli, dei contadini, dei falegnami, degli operai della fucina, molti dei quali creati da Giuseppe Pastorino detto Cece, da poco scomparso.

Proprio i bambini, in particolare i ragazzi di quinta elementare della scuola locale, sono stati coinvolti nella realizzazione del presepe da Stefano Visora, uno dei soci degli Amici del Museo: la creazione del nuovo pezzo della rappresentazione, piazza Oratorio, è stata un’opera loro, creata nell’ambito delle lezioni tenute da Visora e da altri volontari dell’associazione nelle sale dell’ex convento agostiniano cinquecentesco che ospita il Museo Tubino. Oltre alla costruzione del nuovo pezzo di presepe, durante il corso dell’anno scolastico ci sono state e ci saranno lezioni di pittura, scultura, disegno, storia locale, archeologia locale, geologia locale.

Tanto zelo ed entusiasmo vengono ripagati: ogni anno sono circa 2.000 le persone che visitano il presepe, che quest’anno è aperto tutti i pomeriggi fino al 9 gennaio e poi, fino al 5 febbraio, il sabato e la domenica e gli altri giorni su appuntamento telefonico, chiamando il Museo (010 – 92 62 10) o Gianni Ottonello (347 – 14 96 802).

29/12/2011 - 15:00 - Pro.No. 2011 943/245/2 - CULT - FC/fc