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La copertina del libro sui rapporti Genova-Capriaia
CULTURA. UN COMUNE, E UN LIBRO, NUOVO PER LA PROVINCIA DI GENOVA
Martedì pomeriggio cerimonia di consegna del tiolo di comune onorario a Capraia e presentazione del libro, Un’isola “superba”, sui legami storici con la provincia di Genova
Genova, 13 - Per un pugno di anni, nel 1930, non fu possibile festeggiare il cinquecentesimo del rapporto istituzionale fra Genova e l’isola di Capraia. Infatti, nel 1925 per volere della famiglia Ciano, potenti gerarchi dell’epoca, il Regno d’Italia strappò l’isola alla provincia di Genova per assegnarla a quella di Livorno.
Eppure quel filo annodato nel 1430 dalla famiglia de Mari, continuato dal banco di San Giorgio, consolidato dalla repubblica di Genova non si è mai interrotto. Ad esempio nel 1973 la maggioranza degli abitanti del comune di Capraia Isola chiese con una petizione di tornare sotto l’amministrazione della provincia di Genova. Non se ne fece nulla.
Un libro, Un’isola “superba” di Fausto Brizi, racconta di questo e di molto altro. Il sottotitolo è esaustivo: Genova e Capraia alla riscoperta di una storia comune. Nel 2011 il consiglio provinciale ha votato all’unanimità la concessione della comunanza onoraria (dopo quelle di Voltaggio, Carloforte, Calasetta e Sant’Agata Feltria) al comune di Capraia Isola, che così è diventato il 72° comune della provincia.
Martedì 17 aprile alle 16 nel salone di Palazzo Doria - Spinola (Largo Eros Lanfranco) Alessandro Repetto, presidente della provincia, Alfonso Gioia presidente del consiglio provinciale, Gaetano Guarente, sindaco di Capraia Isola e Anna Dagnino, assessore alla promozione culturale della provincia interverranno alla presentazione del volume e soprattutto saranno protagonisti della cerimonia di concessione del titolo di comune onorario della provincia di Genova al comune di Capraia Isola.
Il plurisecolare rapporto che lega l’Isola di Capraia alla città di Genova e alla Liguria risale al lontano tempo delle lotte fra le repubbliche marinare di Genova e Pisa per la supremazia nel Tirreno settentrionale, iniziate nel secolo XII e culminate nella celeberrima battaglia della Meloria (1284). Il rapporto assunse carattere di stabilità soltanto a partire dalla prima metà del secolo XIV quando Simone De Mari, della famiglia genovese all’epoca già insediata al Capo Corso, si impossessò dell’isola nel 1430. La signoria corso-genovese dei De Mari terminò nel 1506 quando Capraia divenne vassalla del Banco di San Giorgio a cui Genova aveva da tempo ceduto l’amministrazione di estese porzioni del proprio territorio statale, compresa la vicina Corsica. A quell’epoca risalgono la costruzione della fortezza di San Giorgio (1540) e delle torri costiere del Porto e dello Zenobito. Dal 1562 sotto la piena sovranità della repubblica di Genova, Capraia, rimase ininterrottamente sotto la sua giurisdizione politica sino al 1767, quando la occuparono gli indipendentisti corsi di Pasquale Paoli. Ritornata quattro anni dopo in possesso dei genovesi, l’isola di Capraia seguì le sorti della Superba sino al 1802 quando venne ceduta alla Francia napoleonica, ma nel 1814-15, le principali potenze europee riunite a Vienna decisero di assegnare tutti gli antichi domini genovesi, compresa Capraia, al regno di Sardegna cosicché i piemontesi poterono occupare definitivamente l’isola. Questo consentì il perdurare dei legami amministrativi ed economici tra Capraia e Genova, rimanendo l’isola stabilmente inserita nel territorio provinciale sino al 1925. Va ricordato che la Chiesa parrocchiale di Capraia, intitolata a San Nicola vescovo, continuò inoltre a dipendere dall’archidiocesi di Genova sino al 1977.

13/04/2012 - 11:04 - Pro.No. 2012 241/71/2 - CULT - RS/rs