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A Marassi Provincia, direzione del penitenziario e associazioni promuovono il progetto Hiv & Carcere
CARCERE: A MARASSI PIÙ INFORMAZIONE E SOSTEGNO SULL’HIV (1)
Con il progetto Hiv & Carcere, sostenuto dalla Provincia con la Direzione della Casa Circondariale, coordinato dall’infettivologo Emanuele Pontali e attuato dal Coordinamento ligure persone sieropositive.
Genova, 5 - Più conoscenze e informazioni nel carcere di Marassi sul virus Hiv e sull’Aids - dalle modalità di trasmissione alla prevenzione, dai rischi comportamentali alle nuove terapie ai modi per imparare a convivere con queste gravi patologie - con il progetto “Hiv & Carcere” che, con incontri mirati, ha coinvolto detenuti del centro clinico malattie infettive, agenti della Polizia Penitenziaria, infermieri e medici del Sert ed educatori, sostenuto dalla Provincia con la Direzione della Casa Circondariale ed attuato, sotto la guida dell’infettivologo Emanuele Pontali, dal Coordinamento ligure persone sieropositive. Al progetto - presentato nella sede dell’istituto penitenziario dal direttore Salvatore Mazzeo e dall’assessora provinciale alle carceri Milò Bertolotto con Marco e Anna Bussadori del Coordinamento ligure persone sieropositive, l’infettivologo Emanuele Pontali e il nuovo comandante della Polizia Penitenziaria Luca Morali - hanno partecipato sedici detenuti volontari del centro clinico della Casa Circondariale, dodici agenti della Polizia penitenziaria, sei operatori sanitari (medici e infermieri) del Sert, sei educatori del Ministero e della Cooperativa Il Biscione. “Su temi così importanti c’è stata la condivisione e la partecipazione davvero convinta di tutti - ha detto Milò Bertolotto – e la Provincia ha sostenuto volentieri questo progetto che ha affrontato la sieropositività e l’Aids, temi ancora sottoposti a molti pregiudizi e disinformazione nella nostra società, operando benissimo nella complessa e delicata realtà carceraria.” Il progetto “ha dato l’approccio giusto – ha detto Salvatore Mazzeo – per far si che questi detenuti non si sentano abbandonati, ma ritrovino fiducia e speranza per il futuro della propria vita, imparando a convivere e a conoscere meglio la malattia. Per questo era importante iniziare da un’attività di informazione e formazione capillare, come quella, molto positiva del progetto avviato a Marassi.” Negli incontri del progetto (tre con i detenuti, altrettanti con la Polizia Penitenziaria e con gli altri operatori e uno finale, comune a tutti) i partecipanti hanno ricevuto dal dottor Pontali e dagli esperti del Coordinamento ligure persone sieropositive informazioni sui metodi di trasmissione e la prevenzione, la storia del virus Hiv e dell’Aids, sulle precauzioni universali e i rischi professionali nell’ambito carcerario, la terapia antiretrovirale, la sua efficacia, gli effetti collaterali e le prospettive future, le regole e gli stili di vita con i figli, in famiglia e con i compagni di cella e si sono confrontati con il proprio vissuto personale e il rapporto con la famiglia d’origine. (segue)

05/12/2007 - 15:23 - Pro.No. 2007 1060/240/4 - SOC - SV/sv